Il contatto: questione di pelle

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Quanti messaggi trasmettiamo attraverso il contatto? Una carezza, una pacca sulla spalla, il tocco di una mano… Sono tutte strade per arrivare all’altro, per entrare nel suo mondo in un modo più diretto, istintivo e carico di significato. Non si esagera affatto quando si dice che un abbraccio vale più di mille parole.

Il contatto e il benessere

Proprio in virtù della ricchezza e della finezza delle informazioni che riusciamo a trasmettere e ricevere attraverso il tocco, il contatto fisico è così importante per la salute, fin da quando siamo piccoli (https://www.gavazzeni.it/tag/humanitas-san-pio-x/page/3/). Oggi è di gran moda il massaggio neonatale, ma se ci pensiamo accarezzare, cullare e massaggiare i nostri piccoli è quanto di più naturale e istintivo esista. Attraverso l’abbraccio trasmettiamo sicurezza, amore, protezione e calore, tutti messaggi non verbali che sono essenziali per il benessere del neonato. Ma i benefici del contatto non finiscono con lo svezzamento. A questo proposito si possono citare i lavori dell’immunologo giapponese Hajime Kimata, che ha dimostrato come il contatto fisico amorevole può sostenere il sistema immunitario in caso di rinite allergica ed eczema atopico (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0022399905004253?via%3Dihub). Anche per le persone anziane, il contatto fisico e il massaggio possono essere un modo per farli sentire presenti ed amati, anche quando altri sensi, come la vista e l’udito, vengono meno a causa dell’età (https://istitutonemi.com/2019/11/05/il-valore-del-massaggio-nellanziano/).

La pelle: il nostro confine

Quando tocchiamo una persona, è come se entrassimo nel suo spazio, nel suo territorio. La pelle, infatti, è il confine che ci separa dal mondo esterno. E’ una barriera che segna il limite tra noi e l’altro e ci permette di entrare in relazione con ciò che ci circonda, attraverso il tatto. Infatti la pelle è l’organo di senso più esteso che abbiamo, uno dei primi che utilizziamo quando veniamo al mondo. Attraverso il suoi recettori, infatti, invia tantissime informazioni relative all’ambiente (temperatura, dolore, pressione, ecc…). Allo stesso modo, funziona come uno schermo, che ci permette di esternare ciò che ci si muove dentro. Manifestiamo rabbia o imbarazzo attraverso il rossore; la paura ci fa impallidire e sudare; la stanchezza segna i nostri occhi.

Le problematiche della pelle

L’analisi del naturopata permette di correlare i distrubi fisici che si manifestano con una determinata tematica emotiva. Le problematiche a carico della pelle, quindi, rimandano immediatamente a una difficoltà nella relazione con l’altro, intesa sia come delimitazione dei confini che come separazione dolorosa. Quando si lamentano affezioni della pelle è utile osservare come si presentano: c’è rossore e infiammazione? Ci sono ispessimenti e indurimenti? Sono presenti escoriazioni e ferite? Prevale il prurito o il dolore? Il modo in cui il disagio si manifesta e viene percepito può fornire delle chiavi di lettura del sintomo, per comprenderne anche le sfumature emotive. Mentre la pelle dura e spessa rimanda a un tentativo di proteggersi e di difendere il confine, rossore e ferite richiamano maggiormente una situazione che ha provocato dolore e sofferenza.

Il contatto: mi prendo cura di te

Come possiamo dunque mitigare i dolori dell’animo che la pelle ci mostra? Un valido strumento a cui possiamo ricorrere è il massaggio olistico. A differenza di altri tipi di massaggio che richiedono competenze specifiche, quello olistico può essere praticato anche da personale non sanitario. Lo scopo è quello di mettersi “in ascolto” dell’altra persona. Si presta attenzione alla risposta della pelle al tocco, seguendo ciò che il corpo ci sta comunicando attraverso una reazione istintiva, che non può mentire. In questo modo, la persona che lo riceve viene a trovarsi in una dimensione morbida e calda, che crea le condizioni ideali per sciogliere un po’ di più i suoi nodi.

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