La salute è un dovere di tutti

Insieme a Greta Thunberg nella lotta al cambiamento climatico

salute dovere di tutti

In piazza contro il cambiamento climatico

Siamo troppo spesso portati a pensare che la salute sia soprattutto un diritto. Tuttavia, la crisi climatica che stiamo vivendo ha messo in luce come essa sia anche un dovere di tutti.

Il 15 marzo 2019 c’è stato il primo sciopero mondiale per il clima. Sulle orme di Greta Thunberg, gli studenti di tutto il mondo, insieme a chiunque ha a cuore il tema, sono scesi in piazza per far sentire la loro voce. Questo nella speranza che i governi prendano sul serio l’emergenza climatica e propongano delle leggi che mirino veramente alla riduzione delle emissioni di gas serra e dell’utilizzo della plastica monouso.

Le cause del cambiamento climatico

Sulle cause del cambiamento climatico, la comunità scientifica concorda quasi all’unanimità (e chi ha dei dubbi dovrebbe rivedere i dati con più attenzione…). Gran parte del riscaldamento osservato a partire dalla metà del XX secolo va attribuito all’incremento dei gas a effetto serra emessi dalle attività umane. Ciò significa che l’aumento delle temperature non è imputabile a semplici fenomeni naturali, quali ad esempio le eruzioni vulcaniche. Esso è causato dai i processi industriali, i trasporti, l’agricoltura e gli allevamenti intesivi ecc…

Tutto ciò ha fatto sì che l’era attuale sia definita antropocene, termine divulgato dal premio Nobel per la chimica atmosferica Paul Crutzen. Con questo termine si indica:

L’epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana, con particolare riferimento all’aumento delle concentrazioni di CO2 e CH4 nell’atmosfera.

Enciclopedia Treccani

Gli effetti del cambiamento climatico

Così come l’essere umano per rimanere in salute deve presentare determinati valori fisiologici, anche il pianeta deve mantenere degli equilibri molto delicati. Se rotti, le conseguenze possono essere disastrose, come ad esempio l’aumento della frequenza e della violenza degli uragani.

Senza addentrarci nelle questioni tecniche, sottolineiamo il fatto che la problematica è nota alla scienza e ai governi da decenni oramai. Il famoso climatologo Luca Mercalli ha dichiarato che per risolvere il problema avremmo dovuto agire quaranta anni fa. Ora, dunque, è il momento di correre ai ripari, per mitigare gli effetti negativi che sicuramente ci saranno. Per fare ciò, tuttavia, servono rapidamente leggi severe ed efficaci, che dovranno essere rispettate da tutti, senza possibilità di uscire dai patti internazionali. Ecco il perchè della manifestazione del 15 marzo.

La salute dell’uomo e del pianeta è un dovere di tutti

Anche noi dell’Istituto NeMI c’eravamo: qualsiasi discorso in tema di salute e di prevenzione infatti, non può in alcun modo prescindere dalla salute ambientale. Noi respiriamo aria, beviamo acqua, ci nutriamo di cibi che provengono dalla terra. Se questi elementi sono compromessi, anche la nostra salute ne risentirà, in maniera più o meno grave. Abbiamo partecipato con convinzione a questa manifestazione, piena di cartelloni, slogan, cori ed entusiasmo. A nulla, però, serve tutto ciò, se poi si butta a terra la cicca della sigaretta o il volantino che non interessa…

Se da una parte non dobbiamo cadere nello sconforto dell’impotenza, dall’altro non ci possiamo permettere di indulgere nell’autoassoluzione del “eh, ma che ci posso fare io?!”. Il cambiamento deve partire da ciascuno di noi, ovvero dobbiamo iniziare a ragionare e a pensare prima di consumare. La maggior parte dei gas serra emessi deriva da allevamenti e agricoltura intensivi? Riduciamo il consumo di carne, sopratutto bovina ed evitiamo di consumarla in grandi catene come Mac Donalds. I mari soffocano a causa della plastica e il pesce che consumiamo ne è contaminato? Diciamo no alla plastica monouso. Questo significa rifiutare le cannucce nei nostri drink; boicottare i bar che servono caffè da asporto in bicchieri di plastica (con tanto di cappuccio e cannuccia); comprare una borraccia al posto delle bottigliette da mezzo litro; fare acquisti nei negozi che vendono prodotti sfusi; comprare i detersivi alla spina… Si potrebbe proseguire con una lista infinita. Non sopportiamo gli sbarchi degli immigrati? A maggior ragione dovremmo impegnarci ancora di più! Perché le conseguenze dell’aumento delle temperature sono desertificazione, periodi di prolungata siccità, uragani sempre più violenti… E questo porterà inevitabilmente a migrazioni di massa. E domani sui barconi potremmo esserci noi.

L’Istituto NeMI per il clima

Noi dell’Istituto NeMI ci impegnamo con passione per contribuire al cambiamento, proponendo laboratori di autoproduzione a prezzi accessibili e sollevando il dibattito anche durante le nostre lezioni.

Quando ho tenuto il corso di nutrizione, ad esempio, il tema ambientale è venuto fuori prepotentemente. Come possiamo parlare di alimentazione sana, se non ci rendiamo conto di quanto il nostro cibo è inquinato? Non si parla di questi argomenti per creare allarmismo e terrore, ma per prendere coscienza della gravità e della diffusione del problema, affinché ognuno di noi faccia la propria parte nella soluzione. Basti vedere la grande eco che ha avuto il boicottaggio dell’olio di palma. Perché non può essere così anche per la plastica monouso? Certo, tutto questo richiede impegno, revisione dei nostri consumi quotidiani e il recupero del saper fare.

Tutti i membri di NeMI s’impegnano affinché questi concetti si diffondano il più possibile, lavorando per fornire soluzioni che tengano anche conto dei ritmi frenetici a cui ciascuno di noi è sottoposto.

Lo facciamo per noi stessi, perché ci teniamo alla nostra salute. Ma lo facciamo anche per le generazioni future, per i nostri figli, i nostri nipoti, i figli dei nostri amici… Perché se noi adulti non facciamo ORA, ogni giorno, la nostra parte, condanneremo chi viene dopo di noi a vivere in un mondo più povero di risorse, più malato, più pronto alla guerra.

L’alternativa a questo scenario apocalittico c’è, lavoriamo insieme per farla diventare realtà.

Per approfondimenti: http://www.nimbus.it/download_pubblicazioni/ClimaEnergia_CapireAgire.pdf

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