Il potere del pensiero

“Pensa positivo!” Tutti noi l’abbiamo detto, ascoltato o cantato almeno una volta nella vita. E in effetti il pensiero positivo e il potere della mente sono temi oggi di gran moda. Ma è vero che ciò che ci frulla nel cervello può in qualche modo influenzare quello che viviamo? Possiamo davvero cambiare la realtà che viviamo attraverso le nostre onde cerebrali?

In effetti, se parliamo di rimedi naturali, cosa c’è di più naturale della nostra mente?

Per prima cosa vorrei fare una distinzione tra pensiero positivo e pensiero creativo: mentre il primo è, a parer mio, un concetto più superficiale e new age (non basta pensare e vivere come se si fosse ricchi per diventarlo), il secondo prevede un notevole lavoro intellettuale e di ascolto di sè. Come suggerisce il nome stesso infatti, il pensiero creativo implica la creazione di nuove condizioni e nuove sensazioni.

Pensiamo a una situazione che ci mette in difficoltà, come ad esempio dover superare la nostra innata timidezza per parlare di un argomento tecnico di fronte a un pubblico di persone molto competenti. Sarà facile provare, alla sola idea, una certa ansia da prestazione. Come possiamo sfruttare il nostro pensiero per arrivare all’evento il più preparati possibile? Non basta immaginarci mentre parliamo a voce alta e ferma, con un’ottima proprietà di linguaggio, rispondendo brillantemente a tutte le domande…dobbiamo agire sui moti che il pensiero di questa situazione ci provoca. Prendiamoci del tempo per visualizzare la scena, entrandoci dentro in profondità, sentendo le emozioni che questa ci suscita. Immaginiamo che ci venga rivolta una domanda che richiede una risposta articolata e complessa e la paura di non saper rispondere in modo adeguato ci mandi in confusione. Come possiamo rappresentare questa condizione? A me viene in mente l’immagine di una nuvola di moscerini che vortica rumorosamente attorno alla mia testa, impedendomi di pensare lucidamente. Il pensiero creativo prevede che si compia un’azione per migliorare la situazione: si può, ad esempio, immaginare un’invisibile rete che piano piano intrappola gli esserini molesti e man mano che ciò avviente i pensieri si fanno sempre più chiari; oppure visualizzare un casco da astronauta attorno alla nostra testa che ci concede lo spazio di calma e silenzio necessario per ragionare; e così via, non c’è limite alla nostra fantasia!

Quando mi sono accostata a questo tipo di esercizi mentali, devo ammetterlo, le mie riserve erano molte: ma figuriamoci se può servire una cosa del genere! In realtà, ne ho tratto grande beneficio perchè mi permettevano di dare una forma alle mie sensazioni. Un’emozione non può essere modificata esclusivamente decidendo di provarne un’altra, mentre uno scenario mentale può essere trasformato, arricchito, cambiato e di conseguenza anche le sensazioni ad esso associate. Se praticati con una certa costanza, questi esercizi ci aprono le porte del nostro mondo interiore e delle difficoltà che in esso si celano, aumentando la nostra consapevolezza, intesa come conoscenza di noi stessi e delle dinamiche che ci muovono, e restituendoci il potere di azione, senza aspettare che l’aiuto arrivi dall’esterno. Alfred Adler, il padre della psicologia individuale, sosteneva infatti che ognuno di noi è il massimo esperto dei propri problemi; perchè dunque non guardarci dentro per trovare una possibile soluzione?

N.B. Come sempre, parlando di naturopatia, mi riferisco a situazioni e problematiche che rientrano negli scleri quotidiani che ognuno di noi può vivere; quando il disturbo e la disarmonia diventano patologia va da sè che l’intervento di uno specialista, quale lo psicoterapeuta, è fortemente raccomandato.

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